CANCRO AL SENO: NUOVA DIAGNOSI PER L'HER2


CANCRO AL SENO: NUOVA DIAGNOSI PER L'HER2
Stampa (AGI) - Firenze, 8 set. - Oncologi e patologi insieme nella lotta contro il tumore del seno. Nascono le nuove linee guida che permetteranno di ridurre ad appena il 5%, dall'attuale tasso del 20-40%, gli errori nella diagnosi di un tipo di cancro particolarmente aggressivo: il tumore al seno HER2 positivo (sigla che indica la proteina prodotta da un gene specifico), che ogni anno in Italia colpisce dalle 8mila alle 10mila donne. I principi sono contenuti in un documento sottoscritto dalla Societa' italiana di anatomia patologica e Citopatologia diagnostica (Siapec-Iap) e dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e presentato per la prima volta al Congresso nazionale Siapec-Iap, in corso a Firenze fino a domani con la partecipazione di oltre 1.500 esperti. "L'attivita' del nostro gruppo di lavoro - spiega il professor Vincenzo Adamo, direttore dell'Oncologia medica e della Scuola di specializzazione di oncologia del Policlinico 'G. Martino' di Messina - e' iniziata tre anni fa e possiamo dire di aver raggiunto un risultato straordinario che ci permettera' di cambiare la storia naturale di questo tumore. Saremo in grado di determinare con la maggiore accuratezza possibile la positivita' per HER2, che si osserva in circa il 20% dei casi di tumori del seno. Le pazienti che presentano questa espressione biomolecolare potranno infatti beneficiare della terapia con trastuzumab, un anticorpo monoclonale che ha dimostrato di essere efficace contro questo tipo di tumori". "I nostri obiettivi fondamentali - afferma il professor Giuseppe Viale, professore ordinario di Anatomia patologica all'Universita' di Milano e direttore della divisione di Anatomia patologica dell'Istituto Europeo di Oncologia - sono stati la definizione di requisiti minimi di refertazione, la standardizzazione della refertazione e l'individuazione di percorsi diagnostico-terapeutici integrati. E' importante che il patologo si renda conto dell'importanza clinica dei dati che produce, una consapevolezza che storicamente e' mancata all'anatomia patologica italiana. Cio' che il patologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche". L'Italia e' il primo paese in Europa, e tra i primi al mondo, ad aver avviato una collaborazione di questo genere tra patologi e oncologi. "I principi indicati nel documento - continua il Gianluigi Taddei, presidente Siapec-Iap - saranno applicati subito dopo il Congresso di Firenze. In futuro sara' indispensabile il coinvolgimento anche della figura del chirurgo della mammella. L'attivita' dei patologi si colloca 'a meta' strada' fra il lavoro dei chirurghi e quello degli oncologi. Ed e' essenziale, perche' puo' permettere, grazie a una corretta diagnosi, di migliorare le prestazioni di entrambi".
"Aiom e Siapec-Iap - sottolinea il Francesco Boccardo, professore ordinario di Oncologia medica all'Universita' di Genova e presidente nazionale Aiom - hanno ritenuto indispensabile unire le competenze dei propri professionisti per mettere a punto un documento che vuole essere nello stesso tempo la sintesi dello stato dell'arte ed un modello di comportamento che, in questo momento, e' il piu' avanzato nel trattamento post-chirurgico del tumore della mammella". Lo stato HER2 e' un importante fattore prognostico e predittivo di risposta al trattamento, e la sua determinazione e' richiesta su tutte le neoplasie mammarie operate al momento dell'impostazione della terapia. "Poiche' la scelta terapeutica finale indicata dagli oncologi - conclude Oscar Nappi, direttore dell'Unita' operativa complessa di Anatomia patologica dell'Ospedale 'Cardarelli' di Napoli - sara' condizionata dai parametri prognostici e predittivi, la conoscenza e consapevolezza delle responsabilita' diagnostiche da parte del personale medico e tecnico di Anatomia patologica riveste un ruolo fondamentale e pone in evidenza la necessita' di concordare i parametri indispensabili per una refertazione idonea, osservando i criteri di qualita' a cui il patologo e' tenuto ad attenersi, per garantire un corretto allestimento, lettura e interpretazione del quadro morfologico unito ai marcatori prognostico/predittivi. Il patologo, infatti, e' responsabile della congruita' dei parametri diagnostici, prognostici e predittivi. Dopo un lavoro laborioso che ha visto coinvolte tutte le anatomie patologiche del territorio nazionale, siamo riusciti a elaborare queste linee guida".
Le raccomandazioni sono il risultato di una nuova sinergia tra l'oncologia medica e l'anatomia patologica e pongono al centro del dibattito le modalita' con cui trattare lesioni neoplastiche che presentano determinate caratteristiche biologiche.

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