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 Protesi al seno e il rischio di tumore. E' giustificato l’allarme?

La possibile rottura delle protesi e il conseguente probabile rischio di tumore non è dimostrato scientificamente. L’utilità comunque di un controllo ecografico annuale
E’ stato il quotidiano Liberation a pubblicare per primo la notizia: le autorità sanitarie francesi sono preoccupate per il rischio di tumore nelle donne che hanno protesi al seno Pip (Poly Implants Prosthéses). Addirittura, la portavoce del Governo francese, Valerie Pecresse, ha annunciato “l'urgenza che tutte le donne che portano protesi Pip ritornino dal chirurgo”. Qual è il problema? Queste protesi sarebbero riempite di gel al silicone industriale non conforme, avrebbero un alto rischio di rottura con conseguente infiammazione e, forse, tumori. Il gel delle Pip sarebbe diverso da quello dichiarato e valutato per ottenere il certificato necessario nell'Unione europea. 
Per l’Italia il potenziale rischio legato alle protesi Pip non è una novità: in una circolare del 1° aprile 2010 il Ministero della Salute ha invitato gli operatori sanitari a non usare le protesi ritirate precedentemente in Francia, indicando l’opportunità di segnalare eventuali incidenti che avessero una possibile relazione con l’impianto di una di queste protesi. La direttiva è stata immediatamente recepita e i centri di eccellenza hanno messo in atto procedure utili a salvaguardare la salute delle donne: all’Istituto Europeo di Oncologia, per esempio, tutte le donne portatrici di protesi Pip sono state contattate e invitate a recarsi presso IEO stesso per effettuare gratuitamente un’ecografia mammaria e una visita con il chirurgo plastico. E analoga procedura è stata seguita in altri ospedali.
Migliaia di donne sarebbero in pericolo? Non sembra che sia così. Il legame causa-effetto tra le protesi Pip e lo sviluppo di tumori al seno non è dimostrato. Su 10 milioni circa di protesi mammarie di marche differenti impiantate nel mondo sono stati descritti rarissimi casi di linfoma originatosi dalla capsula intorno alla protesi (sia in silicone che salina): 75 casi totali con 4 decessi, senza relazione con una specifica ditta produttrice. Il rischio di tumore al seno invece non ha dimostrazioni concrete sui grandi numeri.
Quanto al rischio di rottura, è vero che le Pip si rompono più facilmente ma va detto che tutte le protesi mammarie hanno un certo rischio di rottura perché con il tempo vanno incontro a usura. Tutte le donne che hanno protesi mammarie, comunque, effettuano già regolarmente un controllo annuale con ecografia mammaria (o almeno questa dovrebbe essere la normale procedura raccomandata da tutti i medici).
Maria Giovanna Gatti  da Fondazione Umberto Veronesi

 cura del Prof. Massimo Vergine  www.senologia.eu

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