I falsi miti del tumore al seno

Il tumore del seno resta uno fra i maggiori big killer ma per vincerlo, oltre alla prevenzione e diagnosi precoce, occorre conoscere il nemico contro cui si combatte

Il vero e il falso del tumore della mammella: sono nove ifalsi miti che ancora ruotano attorno al tumore del seno, una fra le più diffuse patologie femminili. A mettere in guardia è la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), al termine della Campagna Nastro Rosa conclusasi alcune settimane fa.
FALSO – Traumi, dolore, volume del seno: sono questi i primi tre fattori ritenuti, più di altri, responsabili dell’insorgenza di un tumore del seno. Ma si cade in un errore grossolano. «In genere le forme iniziali non provocano dolore – spiega Francesco Schittulli, Senologo-chirurgo e Presidente della LILT-. Esso è di norma correlato alle naturali variazioni degli ormoni durante il ciclo mestruale e solo di rado, nello 0,4% dei casi, a lesioni maligne. Lo stesso va detto del dolore traumatico che è spesso la conseguenza (e non l’origine) della scoperta di una lesione in realtà già esistente». A questi fattori, nell’immaginario collettivo, si uniscono altre quattro cause di ordine clinico, avvertite pericolose per lo sviluppo di al seno: biopsie, mastopatie e protesi estetiche. «Benché la mastopatia fibro-cistica (nodularità diffusa in entrambe le mammelle) sia una condizione piuttosto comune, soprattutto fra i 25e i 45 anni- continua Schittulli - non aumenta il rischio di tumore. Neanche le protesi estetiche ne influenzano lo sviluppo, ma possono rendere più difficile una diagnosi o l’identificazione di un nodulo». Non è da temere l’agoaspirato: non favorisce la diffusione di cellule tumorali, ma al contrario è fondamentale per arrivare a una corretta definizione della natura della lesione. Infine non bisogna affidarsi ai marcatori CEA e CA 15.3 per la diagnosi precoce, infatti i loro valori aumentano solo in presenza di malattia avanzata. Infine vanno smentiti due fattori di rischio associati a abitudini personali e stili di vita: non vi è alcuna evidenza scientifica che deodoranti (o la depilazione ascellare) e il fumo si correlino allo sviluppo di un tumore del seno.
VERO – Dunque, a quali sintomi o indicatori occorre prestare attenzione? «A qualsiasi variazione del tessuto mammario – dichiara il Presidente –. Sono importanti un nuovo nodulo nella mammella o sotto l’ascella, un gonfiore del seno o di una parte di esso, una irritazione della pelle del seno o un arrossamento nella zona capezzolo. Non vanno sottovalutate le alterazioni delle dimensioni e della forma del seno o un dolore nella zona capezzolo o diffuso in tutto il seno». Ma falsi (o veri) miti a parte ciò che sempre si raccomanda è la diagnosi precoce e la prevenzione attraverso l’autopalpazione al seno e regolari screening ecografici e mammografici.

Per approfondimenti sul tumore al seno  www.senologia.eu

Oncogenetica: novità sul fronte della prevenzione del tumore al seno e all'ovaio


MILANO – Misurare il rischio di cancro del seno o dell’ovaio scritto nel Dna, offrendo alle donne a rischio strategie personalizzate di prevenzione, diagnosi e terapia. E’ l’oncogenetica la nuova frontiera della lotta di tumori, come hanno spiegato gli esperti riuniti ieri sera a Milano, nella Sala Gonfalone della Regione Lombardia, per la conferenza ‘I tumori eredo-familiari della mammella e dell’ovaio’.

 Durante l’incontro sono stati annunciati i lavori preliminari per la stesura di Linee guida regionali, messe a punto dal Servizio di epidemiologia della Asl 1 di Milano in collaborazione con la Divisione di prevenzione e genetica oncologica dell’Istituto europeo di oncologia e Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna.”Con questo nuovo progetto finanziato dalla Regione Lombardia e ora in dirittura d’arrivo – spiega Bernardo Bonanni, direttore della Divisione di prevenzione e genetica oncologica dello Ieo – abbiamo redatto delle Linee guida sui tumori ereditari di seno e ovaie, in cui ci si occupa della valutazione del rischio, della sorveglianza clinico-strumentale, delle misure di prevenzione e di nuovi aspetti e figure professionali. Una volta concluse, le proporremo alla Regione perché vengano adottate in tutti gli ospedali lombardi.

 Tra le indicazioni emerse vi è quella per cui, alle donne con i geni mutati Brca-1 e Brca-2, dunque con un alto rischio di tumore maggiore, si raccomanda l’utilizzo della Risonanza magnetica, limitando invece l’esposizione ai raggi X. Inoltre, per quanto riguarda i farmaci, alcuni possono avere efficacia preventiva. Per quanto riguarda il tumore all’ovaio, ad esempio, si è notata una riduzione del rischio con l’utilizzo di contraccettivi orali”.

Benché “i tumori al seno e all’ovaio con una base di predisposizione ereditaria rappresentino la percentuale minore di tutte le forme tumorali – precisa la presidente di Onda Francesca Merzagora – sono patologie che meritano attenzione particolare per il pesante impatto clinico, psicologico e sociale, dal momento che molto spesso colpiscono donne giovani”. Per migliorare l’informazione, Onda ha promosso anche la pubblicazione e divulgazione di una breve monografia dedicata alle nuove opportunità dell’ontogenetica.

Per maggiori informazioni sul  tumore al seno  www.senologia.eu

Mastoplastica Additiva-Scelta protesi e simulazione risultato finale


 
 

Simulazione per la scelta delle protesi  mammarie nella mastoplastica additiva


 

 Per aiutare la paziente  ad esprimere meglio i propri desideri al chirurgo ed aiutarle nel processo di scelta dlla protesi  ideale, Allergan ha ideato l’esclusivo sistema Byodinamic.

 
 
 








Tale sistema permette al chirurgo di inserire su una scheda computerizzata tutte le misure essenziali per la scelta della protesi mammaria ideale per la singola paziente, tenendo conto delle sue aspettative.

Il chirurgo inoltre ha a disposizione degli speciali sizer che inserendoli all’interno di un reggiseno possono simulare l’aspetto finale.

 













E’ possibile chiedere al chirurgo ulyteriori informazioni sul sistema Byodinamic per la scelta delle protesi nella mastoplastica additiva
A cura del prof. Massimo Vergine
Per maggiori informazioni sulla mastoplastica additiva  www.mastoplasticaroma.com

Prevenzione del tumore al seno-4 donne su 100 salve grazie allo screening di massa

 -La prevenzione è l'arma  piu' efficace per combattere il tumore: un'indagine condotta su 400 mila donne 'a rischio' di carcinoma mammari in 10 Asl lombarde ha permesso di individuare per tempo il tumore nel 4,1% delle persone che si sono sottoposte a test. Secondo la ricerca "Index", che verra' presentata domani a Bergamo nel corso di un convegno organizzato dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere e dal Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri, vengono effettuati molti controlli post-intervento che finiscono per distogliere risorse importanti per la prevenzione. L'incidenza del tumore al seno e' rapidamente cresciuta negli ultimi 40 anni (+186%) ma la mortalita' e' scesa dal 1990 al 2010 del 24%. I tassi di sopravvivenza sono al 97% a un anno dalla diagnosi e dell'87% a 5 anni. Secondo la ricerca, la mammografia bilaterale resta lo strumento piu' affidabile per l'identificazione:
 "Non c'e' evidenza che altre tecniche, quali l'autopalpazione, la valutazione clinica della mammella e l'ecografia mammaria siano parimenti efficaci nello screening". Ogni anno sono diagnosticati 47 mila casi, con un minimo di 954 casi ogni 100 mila soggetti in Puglia e un massimo di 2.682 casi in Friuli. I tassi di sopravvivenza sono invertiti tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali e centrali e' dell'86% a 5 anni, mentre nel Mezzogiorno e' dell'81%; "Dato probabilmente giustificato da una maggiore qualita' del processo assistenziale delle regioni settentrionali - commenta la ricerca - che parte proprio dalla diffusione degli screening".
Nelle donne sottoposte a intervento chirurgico e senza una recidiva nell'arco di un anno sono stati eseguiti complessivamente 8.457 esami, in media oltre 3,5 per paziente operata. Sempre mediamente, una paziente su cinque effettua una scintigrafia ossea e una su dieci una TAC. "L'analisi dei dati rilavati nelle Asl campione - rimarca lo studio - sembrerebbe evidenziare una bassa evidenza di beneficio in esami di follow up eseguiti in pazienti che hanno concluso con successo la terapia senza recidive. E se esiste un rischio di inappropriatezza questo ricade negativamente sul paziente due volte: primo perche' si distolgono risorse che potrebbero essere impiegate diversamente, ad esempio per migliorare le campagne preventive di screening, secondo perche' esami non necessari sottopongono comunque la persona malata a radiazioni, e comunque allo stress da attesa e da comunicazione dell'esito". "Per il futuro - commenta il Direttore della Fiaso, Nicola Pinelli - sia la nostra Federazione che Cipomo intendono andare avanti da un lato valutando le performance aziendali con indicatori sempre piu' attuali, dall'altro impegnandosi per esportare queste esperienze anche nelle Aziende del resto d'Italia. Due obiettivi che puntano entrambi a migliorare la qualita' delle cure offerte". .

A cura del prof. Massimo Vergine

per maggiori informazioni sulla prevenzione del tumore al seno  www.senologia.eu

Campagna Nastro Rosa al via ad Ottobre per la prevenzione del tumore al seno

Sta per prendere il via la XIX edizione italiana (e la XX mondiale) della Campagna Nastro Rosa, organizzata come sempre dalla Lilt, ovvero la Lega italiana per la lotta contro i umori  e da Estee Lauder Companies. La testimonial italiana è Cristina Chiabotto.
L’obiettivo di tale iniziativa viene esplicato da Francesco Schittulli, presidente della Lilt, con le seguenti parole: “sensibilizzare un numero sempre maggiore di donne sull’importanza vitale della prevenzione  e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella”. Il tumore al seno resta il primo tra i tumori femminili e si verificano 42 mila nuovi casi all’anno solo in  Italia.
Sono tantissime le iniziative in programma per tutto il mese di ottobre in 55 comuni italiani, dove 395 ambulatori Lilt sparsi in tutto il paese saranno a nostra disposizione per visite al seno e controlli strumentali. Ma non solo: nel primo fine settimana di ottobre, le vie dello shopping di numerose città si vestiranno di rosa per sostenere e sensibilizzare circa la lotta contro il cancro al seno.
Come è facilmente comprensibile, si tratta di un tema di enorme importanza e su cui bisogna assolutamente sensibilizzare circa la prevenzione. Il cancro al seno è uno dei mali più comuni dei nostri tempi ed è estremamente consigliato

A cura del Prof. massimo Vergine     www.senologia.eu

Prevenzione del tumore al seno: a breve test genetico più economico?


Da uno studio effettuato al Center for Human Reproduction di New York, a breve potrebbe essere disponibile un nuovo test per diagnosticare il tumore al seno e alle ovaie notevolmente più economico dell’attuale, il cui costo si aggira intorno ai 3000 dollari. L’indagine, pubblicata sulla rivista scientifica Plos One, esamina il corredo genetico di un gruppo di donne portatrici della mutazione dei geni Brca, mutazione fortemente connessa con la comparsa del tumore.

Infatti, stando a precedenti studi, è stato stabilito che i soggetti con variazioni di tale gene hanno una probabilità del 60% maggiore di incorrere nel cancro al seno e del 15 – 40% di ammalarsi di cancro all’utero, mentre i soggetti che non presentano queste alterazioni posseggono rispettivamente il 12% e l’ 1.4% di rischio. Le osservazioni degli studiosi hanno dimostrato che i primi possedevano anche uno specifico genotipo chiamato "Fmr1 basso", mentre le 300 volontarie del gruppo di controllo, oltre a non avere il gene mutato, mostravano anche una normale distribuzione di Fmr1. Dunque il legame tra i due geni, ha suggerito ai ricercatori che avvalersi di test in grado di individuare la presenza di Fmr1 potrebbe essere la soluzione più veloce ed economica per scoprire la percentuale di rischio cui vanno incontro alcune donne.

Difatti, come conferma uno degli autori dello studio, David H. Barad, tale risultato contribuisce in modo fondamentale ad incrementare l’efficienza dei metodi preventivi in quanto “se confermato, può essere di grande impatto per gli attuali metodi di screening dei tumori e potrebbe ridurre notevolmente i costi”, che al momento si aggirano intorno ai 3000 dollari e fanno dell’attuale metodo un test eccessivamente costoso consigliato solo a quei soggetti con una storia familiare di tumori alle spalle. L’esame per individuare il gene Fmr1, invece, comporterebbe una spesa di soli 400 dollari, cifra più accessibile e che aprirebbe le porte di questo genere di prevenzione a un numero assolutamente maggiore di donne.

Questi due tipi di tumore, infatti, sebbene con percentuali differenti, sono molto comuni nelle donne e si classificano tra le prime cause di morte femminile. Purtroppo le persone che rischiano di ammalarsi sono in forte aumento in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi industrializzati. Per questo la possibilità di un’indagine diagnostica in grado di stabilire se il genotipo del soggetto potrebbe essere causa determinante di malattie, è un fattore molto importante per la sopravvivenza del paziente stesso. E ancora più rilevante è riuscire a rendere tale potente mezzo accessibile a più persone grazie a una diminuzione dei costi, condizione che, se la ricerca confermerà i risultati di tali studi, potrebbe rivelarsi reale.
Articolo originale The Impact in Older Women of Ovarian FMR1 Genotypes and Sub-Genotypes on Ovarian Reserve Norbert Gleicher, Andrea Weghofer, Ann Kim, David H. Barad Biology The Impact in Older Women of Ovarian FMR1 ... The Impact in Older Women of Ovarian FMR1 Genotypes and Sub-Genotypes on Ovarian Reserve ... Genotypes and Sub-Genotypes of FMR1 Norbert GleicherPLoS ONE: Research Article, published 16 Mar 2012



Per maggiori informazioni sul tumore al seno  www.senologia.eu

Tumore al seno e fecondazione in vitro (FIV)


Secondo una recente ricerca australiana, le donne che praticano la fecondazione in vitro (Fiv) vanno incontro ad un rischio aumentato di contrarre il tumore al seno.

tumore al seno
Lo studio è stato portato a termine dai ricercatori della University of Western Australia.
I dati, pubblicati Fertility and Sterility, si riferiscono all'analisi di oltre 21 mila donne con età compresa tra i 20 e i 40 anni. Tutte si erano sottoposte a terapie contro l'infertilità negli anni che vanno dal 1983 al 2002.
Da una prima analisi, tra le donne che avevano soltanto assunto farmaci l'incidenza dei casi di cancro al seno era dell'1,7%. Quelle che invece erano ricorse alla fecondazione in vitro facevano registrare il 2% dei casi.
Questo dato generale, definito ininfluente dai ricercatori, assume però rilevanza se la lettura dei risultati viene fatta in base all'età.
Le donne di circa 24 anni che si erano sottoposte alla Fiv avevano il 56% di rischio in più di contrarre il tumore al seno rispetto alle altre della stessa età che invece avevano assunto solo farmaci.
Per le donne di età intorno ai 40 anni, invece, non è stato rilevato un rischio maggiore.
La conclusione dei ricercatori è che durante i vari cicli di fecondazione in vitro, sono proprio le donne più giovani ad essere esposte alle maggiori dosi di estrogeni.
C'è infatti una relazione tra il tumore al seno e una prolungata terapia di estrogeni, e sono proprie le più giovani a reagire in minor tempo con una maggiore incidenza di casi.

Per maggiori informazioni sul tumore al seno  www.senologia.eu

Prevenzione del cancro al seno: il caffè aiuta a prevenire


Uno studio ha recentemente mostrato che per la prevenzione del cancro al seno, in particolare di una sua forma particolarmente aggressiva, potrebbe tornare utile un abituale consumo di caffè.
Infatti coloro che sono soliti bere circa 5 tazze al giorno di caffè hanno il 50% in meno di possibilitá di sviluppare un tumore mammario negativo al ricettore degli estrogeni. Questo tipo di cancro non reagisce a un’ampia gamma di farmaci rendendo indispensabili il ricorso alla chemioterapia.
Grazie alla ricerca gli esperti dell’istituto Karolinska di Stoccolma hanno rivelato che tra coloro che bevono caffè regolarmente c’é una minore incidenza della malattia rispetto a coloro che lo bevono raramente o addirittura mai.
Lo studio ha coinvolto oltre 6000 donne che avevano giá superato la menopausa ed é stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Breast Cancer Research e dichiara che “ é possibile associare una forte assunzione quotidiana di caffè a una riduzione statisticamente significativa della comparsa del tumore mammario negativo al ricettore degli estrogeni nelle donne che hanno superato la menopausa”.
Gli autori hanno trovato anche un lieve effetto di prevenzione del cancro al seno di altri tipi, anche se la correlazione non é parsa significativa quando altri fattori come il peso e l’etá venivano presi in considerazione.
Precedenti ricerche avevano giá mostrato come il caffè avesse un ruolo nella prevenzione del cancro alla prostata, al fegato e ad altri organi.
Al momento gli esperti sono divisi sui benfici del caffè e alcuni studi hanno suggerito che eccessive dosi potrebbero aumentare il rischio di cancro aiutando le cellule malate a proliferarsi o impedendo a quelle sane di ripararsi.
Secondo gli esperti dell’Istituto Karolinska il caffè potrebbe contenere sostanze che svolgono un ruolo diverso a seconda del tipo di cancro. Potrebbe essere possibile che il caffè aumenti il rischio di tumore positivo al ricettore degli estrogeni ma che abbatta quello di sviluppare la varianti negativa al ricettore degli estrogeni.
Questo potrebbe confermare la sensazione che il caffè in generale compreso il caffè schekerato  possa avere un effetto positivo nella prevenzione del cancro, ma gli esperti ammettono che sono necessarie ulteriori ricerche.
La notizia arriva insieme ai risultati di un altro studio secondo cui il prezzemolo e alcuni tipi di frutta e noci contengono un composto che potrebbe impedire alle cellule del cancro al seno di moltiplicarsi.
I ricercatori dell’Università del Missouri hanno inoltre scoperto che i topi con cancro al seno a cui é stato somministrata apigenina, che si trova nel prezzemolo, sedano, mele, arance e noci, “hanno sviluppato meno tumori e ritardi significativi nella loroproliferazione” rispetto ai ratti con tumore mammario a cui non era stata data la sostanza.
Tutto ció ci ricorda l’importanza di un alimentazione sana nella prevenzione del cancro.

Per approfondimenti sulla prevenzione del cancro al seno :   www.senologia.eu

Il Male Curabile : da uno scienziato italiano nel Texas buone speranze

Il Male curabile


Buongiorno , ho finito di leggere proprio ieri sero questo libro bellissimo , nel quale viene presentato uno scienziato italiano , Mauro Ferrari che lavora a Houston nel Texas in un centro medico all'avanguardia nello studio dei tumori.

Vi invito a leggerlo in quanto dona molte speranze e finalmente si riesce a capire in maniera divulgativa il comportamento del tumore alla mammella... e la sua evoluzione.

In maniera molto semplice vengono spiegati i meccanismi e la crescita e il ruolo che la chemioterapia può avere in un futuro , ormai molto prossimo.



Riporto qui la presentazione del libro curato dal giornalista Michele Cucuzza.



Ci sono momenti nella vita di ognuno che sembrano segnare la fine, dolori da cpare impossibile riprendersi. Invece sono l’inizio di grandi imprese. La storia di Mauro Ferrari è eccezionale. Laureato in matematica, dopo un master a Berkeley ottiene un posto di professore associato all’università della California. Si sposa e ha tre figli. Poi, di colpo, la tragedia. La moglie Marialuisa muore di tumore.
Da allora Ferrari si dedica anima e corpo alla battaglia contro il cancro, che affronta con un approccio assolutamente originale basato sull’applicazione delle nanotecnologie alla medicina. Ghiandole artificiali capaci di rilevare il cancro e somministrare autonomamente il medicinale; nanovaccini che risvegliano il sistema immunitario; diagnosi effettuate attraverso una semplice analisi delle proteine; robot chirurghi e sofisticati manichini-pazienti su cui fare pratica.
Non è fantascienza, ma solo una parte di quanto si sta sperimentando al Methodist Hospital Research Institute di Houston, Texas, diretto da Ferrari, che spiega: “Con la chemioterapia solo una cellula medicinale su 100 mila raggiunge il bersaglio. Noi lanciamo minuscoli missili multistadio simili a quelli usati nei programmi spaziali, carichi di farmaci che centrano solo le cellule tumorali senza disperdere sostanze tossiche nell’organismo”. In questo appassionato reportage Michele Cucuzza racconta del suo incontro a Houston col professore e la sua équipe di giovani collaboratori provenienti da tutto il mondo. Matematici, chimici, biologi, ingegneri e medici coalizzati nella missione comune di sconfiggere il cancro. Una finestra aperta sul futuro della scienza medica, ma anche su una realtà, quella americana, che punta enormi risorse pubbliche e private sulla ricerca e sull’innovazione. Al contrario di quanto accade nel nostro Paese.


Per approfondimenti sul tumore al seno  http://www.senologia.eu/


Protesi mammarie: approvata una nuova legge


Nei giorni scorsi la Commissione Affari Sociali ha approvato una legge che vieta interventi al seno a fini estetici sulle minorenni. Si tratta di uno dei tre punti fondamentali del nuovo disegno di legge che istituisce anche il registro nazionale e i registri regionali degli impianti protesici mammari.

"La legge promossa dall'onorevole Francesca Martini per l'istituzione del registro di protesi al seno ci trova soddisfatti, in quanto da anni cerchiamo di ottenere più regole nel nostro settore", afferma Giovanni Botti, presidente di Aicpe, Associazione italiana chirurghi plastici estetici, che continua: "Una novità sostanziale introdotta dalla legge riguarda l'obbligo di impiantare le protesi mammarie solo da specialisti in chirurgia plastica, chirurgia generale e ginecologia o da chi, alla data di entrata in vigore della legge, può dimostrare di avere svolto un'attività equipollente a quella della chirurgia plastica negli ultimi cinque anni. È una rivoluzione epocale, in quanto sancisce il principio della competenza nel nostro campo, dove purtroppo abbondano i professionisti improvvisati".

Si tratta dunque di un provvedimento importante che arriva poco dopo loscandalo delle protesi francesi Pip e che dovrebbe garantire maggiore sicurezzaalle donne e alle minorenni, per le quali le operazioni di chirurgia estetica saranno previste solo per “gravi malformazioni congenite”. Nel disegno di legge ci sono infatti tre punti importanti per i pazienti: monitoraggio delle complicanze, divieto alle minorenni (eccetto severe malformazioni) e qualifica dei chirurghi specialisti abilitati.


Per approfondimenti sulla chirurgia plastica del seno  www.mastoplasticaroma.com

Notizie utili per le pazienti operate di tumore al seno


Diritti dei malati  di tumore  

PRESTAZIONI SANITARIE

Esenzione del ticket:

I pazienti hanno diritto all’esenzione totale del pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami per la cura della neoplasia mammaria e delle eventuali complicanze. Per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti .
La domanda di esenzione deve essere presentata alla propria ASL allegando i seguenti documenti:
tessera sanitaria;
codice fiscale;
documentazione medica, specialistica o ospedaliera attestante la malattia.
La ASL rilascerà la tessera di esenzione con il codice 048 ( che identifica le malattie tumorali).


ASSISTENZA DOMICILIARE

La richiesta va presentata possibilmente già durante il ricovero. In genere se ne occupa la ASL di appartenenza , ma si possono contattare anche associazioni di volontariato o dal proprio medico di famiglia.
L’assistenza domiciliare integrata denominata ADI, può essere concessa per persone non autosufficienti (non deambulanti), colpite da malattie che rende invalidi anche solo temporaneamente. Vengono comunque valutati i redditi del paziente e il contesto sociale.

AUSILI E PROTESI  MAMMARIE ESTERNE GRATIS

Il servizio sanitario nazionale (SSN) fornisce gratuitamente il dispositivo protesico mammario esterno.
Il medico specialista rilascerà una dichiarazione del tipo di intervento chirurgico effettuato e del dispositivo richiesto con relativo codice di riferimento (codice ISO 063018006)

CURE ALL’ESTERO

L’assistenza sanitaria all’estero è rimborsata ai pazienti italiani che presentino richiesta, tramite il medico di base, solo se erogata in centri ad altissima specializzazione per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione, che non siano ottenibili in Italia in maniera adeguata e tempestiva.
Le prestazioni vengono autorizzate dall’ASL di appartenenza dietro presentazione di una domanda e di un certificato del medico specialista (pubblico o privato) che spieghi l’impossibilità di ricevere trattamenti adeguati e tempestivi nelle strutture sanitarie operanti nel territorio nazionale, indicando anche il centro estero prescelto.
Per ottenere i rimborsi è necessario presentare alla ASL le fatture attestanti il pagamento, vistate dal consolato italiano presso il Paese nel quale sono state ricevute le cure.
In caso di redditi bassi sarà possibile richiedere un acconto sul rimborso non superiore al 70% dell’intero importo previsto , anche prima del trasferimento all’estero.


AGEVOLAZIONI SUL LAVORO

Rapporto di lavoro a tempo parziale:

Secondo le normative della legge Biagi è stata introdotta una norma che tutela i lavoratori  malati di cancro nell’ambito dei rapporti di lavoro privato ( Art 12 bis del D.L. 61/2000 aggiunto all’art 46 lett. T del D.L. 10 settembre 2003, n.267), estesa successivamente anche ai lavoratori del settore pubblico (comma 44 dell’art 1, L.24 dicembre 2007,n.247).
L’art. 12 bis del D.L. n.61/2000 riconosce al lavoratore malato di tumore che sia in grado di lavorare, ma che preferisca ridurre l’orario di lavoro senza rinunciare definitivamente all’impiego, il diritto di chiedere e ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale fino a quando il miglioramento delle condizioni di salute non gli consentirà di riprendere il normale orario di lavoro.


Permessi lavorativi

La legge 104/1992 stabilisce che, ottenuto il riconoscimento dello stato di handicap in situazioni di gravità, sia il lavoratore con disabilità sia il familiare che lo assiste possono usufruire di permessi retribuiti con i seguenti limiti:
·      per il lavoratore con disabilità, a scelta 2 ore giornaliere o 3 giorni mensili /Art 33 ,co.6)
·      per il familiare, 3 giorni mensili, a condizione che la persona  da assistere non sia ricoverata a tempo pieno (Art 33, co.3).

   Nel caso di impiego part –time i permessi sono ridotti in proporzione al lavoro prestato. I permessi non utilizzati nel mese di competenza non possono essere fruiti nei mesi successivi.
Per ottenere i diversi tipi di permesso è sufficiente farne richiesta al datore di lavoro o all’ente di previdenza al quale si versano i contributi.   

Giorni di assenza per terapie salvavita

Per i malati di cancro alcuni CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro ) nel settore del pubblico impiego, prevedono che per patologie tumorali che prevedono la chemioterapia (terapia salvavita) , i giorni di ricovero ospedaliero o di trattamento  in day hospital e i giorni di assenza per le cure siano esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia normalmente previsti e siano retribuiti interamente.

Scelta della sede di lavoro e trasferimento

In caso venga riconosciuta  un invalidità superiore al 67% ( nel caso si risulti vincitore di un concorso pubblico) si avrà diritto alla scelta della sede più vicina al domicilio tra quelle disponibili e alla precedenza nella scelta nel caso si chieda il trasferimento ( art.21 L.104/1992).


Diritto al part-time

I lavoratori dipendenti a tempo pieno che presentano una ridotta capacità lavorativa anche a causa della chemioterapia, ottenuto l’accertamento delle proprie condizioni di salute da parte della Commissione medico –legale dell’ASL, possono richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con riduzione proporzionale dello stipendio,conservando il diritto al posto di lavoro e a ritornare a orario e stipendio pieni nel momento in cui si sentiranno in condizioni di lavorare di nuovo nell’intera giornata.


A cura del Prof. Massimo Vergine

per approfondimenti sul tumore al seno  www.senologia.eu



ROMA RACE FOR THE CURE, 18 - 19 - 20 MAGGIO 2012

ROMA RACE FOR THE CURE, 18 - 19 - 20 MAGGIO 2012


TRE GIORNI DI SALUTE, SPORT E BENESSERE PER LA LOTTA AI TUMORI DEL SENO- 13ª ed.

La Race for the Cure è l’evento simbolo della Susan G. Komen Italia, organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno. La manifestazione si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e di uno stile di vita sano, raccogliere fondi ed esprimere solidarietà alle Donne in Rosa, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che testimoniano che da questa malattia si può guarire.

La Race è un evento di tre giorni ricco di iniziative dedicate alla salute, allo sport e al benessere, che culmina la domenica con la partecipatissima corsa di 5 km e passeggiata di 2 km.

Correre non è indispensabile. Puoi passeggiare, partecipare alle attività che si susseguono nei tre giorni della manifestazione o semplicemente stare in compagnia con i tuoi amici e la famiglia, l’importante è esserci! Tanto divertimento per tutti, anche per i “perfetti sedentari” che possono godersi l’atmosfera festiva in attesa delle premiazioni. Se non puoi esserci … iscriviti comunque e sostieni la Race e la lotta ai tumori del seno!

Madrine dell’evento saranno nuovamente le attrici Maria Grazia Cucinotta, da sempre molto vicina ai progetti della Susan G. Komen Italia e Rosanna Banfi, “Donna in Rosa” lei stessa.

QUANDO E DOVE Il Villaggio Race (Stadio delle Terme di Caracalla) apre già venerdì 18 e sabato 19 maggio per il ritiro delle borse gara e le iscrizioni dell’ultima ora. Ad aspettarti tanti stand degli sponsor, intrattenimenti per bambini, attività sportive e laboratori educativi. E domenica 20 maggio, alle 10, tutti ai nastri di partenza su Viale delle Terme di Caracalla. Il percorso si snoda attraverso un circuito di 5 km (2 km per la passeggiata alternativa) nel centro storico di Roma (passando per il Circo Massimo, Piazza Venezia, Fori Imperiali, il Colosseo, via di San Gregorio) e termina con le premiazioni e i festeggiamenti all’interno dello Stadio delle Terme di Caracalla.

COME ISCRIVERSI E RITIRARE LA BORSA GARA, IL PETTORALE E LA T-SHIRT E’ possibile iscriversi on line, presso gli uffici della Komen Italia, e in altri punti di iscrizione pubblicati sul sito www.raceforthecure.it aggiornato continuamente.

La donazione minima per partecipare alla Race è di 13 € (sia adulti che bambini). Presentando la propria ricevuta al Villaggio Race, l’iscritto potrà ritirare la nuovissima borsa gara con la t-shirt da collezione e il pettorale della Race

(Stadio delle Terme di Caracalla: 18 -19 maggio dalle ore 10 alle 18; 20 maggio entro le ore 9).

Per partecipare alla gara competitiva è necessario aver compiuto 18 anni (entro il 20.05.12) ed essere tesserato per il 2012 alla FIDAL o altro ente di promozione sportiva convenzionato con la FIDAL (AICS, UISP, ACSI, LIBERTAS).

Il tesserino va esibito al ritiro del pettorale e del chip presso lo stand del GS Bancari Romani al Villaggio Race; in caso contrario, l’iscrizione sarà considerata valida esclusivamente per la gara non competitiva. L’iscrizione deve essere comunque effettuata entro il 16 maggio e comunicata al GS Bancari Romani (info@bancariromani.it - fax. 06.57136147) o alla Komen Italia (raceforthecure@komen.it - fax 06.3013671). Ulteriori informazioni su www.raceforthecure.it.

CREA UNA SQUADRA Partecipare insieme è più divertente! Iscrivi almeno 10 persone entro il 26 aprile e potrai concorrere con i tuoi compagni ai premi per il gruppo più simpatico ed originale, quello proveniente da più lontano, il circolo sportivo o la palestra più numerosa, la più grande squadra aziendale, femminile, scolastica o universitaria, ospedaliera, diplomatica, "in divisa", nuova iscritta e la più numerosa in assoluto. Per informazioni scrivi a squadre@komen.it – 06.35405533

I PREMI Non vince solamente chi corre più veloce! Tantissimi premi ad estrazione tra i partecipanti e le squadre presenti alla cerimonia finale.

DIVENTA VOLONTARIO Se vuoi donarci un po’ del tuo tempo e della tua esperienza scrivi a: volontari@komen.it

PRENDI POSIZIONE NELLA LOTTA AI TUMORI DEL SENO I fondi raccolti dalla Race di Roma saranno devoluti a favore di progetti volti a promuovere la diagnosi precoce, il benessere psico-fisico delle donne operate, l’aggiornamento degli operatori sanitari e l’acquisto di apparecchiature di diagnosi e cura.

CORRI O PASSEGGIA INSIEME A NOI.

E se non puoi venire, offri comunque un tuo contributo. Anche un euro può fare la differenza.

CORRI CON NOI ANCHE A:

BARI 25 , 26 , 27 maggio BOLOGNA 28 , 29 , 30 settembre NAPOLI 5 , 6 , 7 ottobre

Per info e iscrizioni: bari.race@komen.it; bologna.race@komen.it; napoli.race@komen.it

Ti aspettiamo e … passaparola!!

Susan G. Komen Italia Tel: 06.3540551 - Fax - 06.3013671 – roma.race@komen.it

www.raceforthecure.it www.facebook.com/komenitalia www.twitter.com/komenitalia

Tumore al seno: ci sono almeno 10 classi di tumore

Tumore al seno. Un solo nome per  almeno dieci patologie con una firma genetica diversa. A svelare la molteplice natura del cancro al seno, finora considerato come una sola malattia classificabile in quattro grandi sottogruppi, è uno studio pubblicato su Nature. Si tratta della più grande ricerca genetica mai condotta su questa patologia, che potrebbe portare a trattamenti sempre più mirati e personalizzati.

A realizzarla un team internazionale di ricercatori prevalentemente britannici – Cancer Research UK,University of CambridgeUniversity of Nottingham – e canadesi della University of British Columbia Cancer Agency, che hanno analizzato oltre 2.000 campioni di tessuto tumorale, esaminandone attentamente la genetica. Per ogni cellula cancerosa gli scienziati sono andati a guardare quali geni fossero mutati, quali eccessivamente a lavoro e quali invece completamente inattivi. I risultati delle analisi hanno portato Carlos Caldas del Cambridge Research Center, coordinatore dello studio, a creare dieci diversi classi di tumore, chiamate IntCluster 1-10

Per spiegare il loro lavoro, i ricercatori hanno comparato il cancro al seno a una mappa del mondo: con i test impiegati attualmente è possibile identificare solo quattro grandi continenti, mentre loro sono riusciti a individuare anche dieci singole nazioni. I quattro continenti sono i sottogruppi in cui ora si divide iltumore della mammella sulla base dei test istologici e di quelli sui marker tumorali. Qualche esempio: i tumori che presentano recettori per gli estrogeni dovrebbero rispondere alle terapie ormonali come il tamoxifen, mentre quelli con i recettori Her2 possono essere trattati con l’ Herceptina. La maggior parte dei tumori, circa il 70 per cento dovrebbe rispondere al trattamento con gli ormoni, ma non sempre è così: le reazioni non sono mai uguali. “A lcune pazienti rispondono bene, altre malissimo. Chiaramente c’è bisogno di una migliore classificazione e comprensione”, spiega Caldas al Guardian

“ Non ci saranno immediati benefici per i malati, purtroppo; per una reale ricaduta clinica e l’uso delle categorie nella pratica clinica ci vorranno almeno tre anni di studi in laboratorio e su pazienti veri. E ancora più tempo sarà necessario per la messa a punto di trattamenti veramente specifici. Ma è un primo passo molto importante”, sottolinea il ricercatore. Per ora infatti solo uno dei dieci tipi individuati dallo studio ha un trattamento specifico, ed è quello che beneficia dell’Herceptina. 

In un futuro non troppo lontano, però, questa ricerca potrebbe aiutare i medici a eseguire diagnosi e prognosi più precise, che permetteranno di capire se una paziente beneficerà o meno di un determinato trattamento e in che misura, senza esporla inutilmente a una terapia e ai suoi effetti collaterali. Per esempio, in termini di sopravvivenza i ricercatori hanno già individuato delle differenze: i cluster 2 e 5 hanno una prospettiva di sopravvivenza a 15 anni di circa il 40 per cento, mentre per i cluster 3 e 4 questa percentuale sfiora il 75 per cento. Queste sono informazioni importanti per i pazienti e per i medici. 

Entusiasta dei risultati è Harpal Kumar, il direttore esecutivo della Cancer Research Uk, la fondazione che ha finanziato la ricerca: “ Questo studio può essere considerato una pietra miliare nella ricerca, cambierà il modo in cui guardiamo al cancro al seno e avrà un enorme impatto negli anni a venire nella diagnosi e nel trattamento di questa patologia”, ha dichiarato al quotidiano inglese. “ La nostra fondazione comincerà subito a usare i nuovi criteri negli studi clinici che finanzia”. 

"Essere in grado di tagliare il trattamento sul paziente è considerato il Santo Graal della medicina, è questo studio così ampio avvicina di un altro passo questo risultato”, ha commentato alla Bbc il presidente della Breast Cancer Campaign, la Baronessa Delyth Morgan. Parere condiviso da un portavoce del Ministero della Salute, che però ha ribadito l’importanza della prevenzione e dell’accesso per ogni donna agli screening di routine. 


Per maggiori informazioni sul tumore al seno: www.senologia.eu



Umberto Veronesi: verso la scelta vegetariana








Oggi l'alimentazione vegetariana è una scelta che tutti dovrebbero considerare, un cambiamento in primo luogo per la propria salute, ma anche per la difesa del nostro pianeta e per evitare le sofferenze cui vengono sottoposti molti animali. Partendo dalla sua esperienza di vita e dalle sue ricerche di oncologo di grandissima fama, Umberto Veronesi espone in questo libro le ragioni legate all'etica, alla sostenibilità e alla salute per cui dovremmo diventare vegetariani. Mario Pappagallo spiega le basi scientifiche secondo le quali una buona alimentazione è fondamentale per vivere in salute, al punto che il cibo diventa un elemento essenziale per la prevenzione di numerose malattie, tra cui anche molti tipi di tumore. Nella seconda parte del libro Carla Marchetti propone oltre 200 ricette, originali e facili da realizzare, per chi è già vegetariano e per chi vuole avvicinarsi alla scelta vegetariana senza rinunciare al piacere del gusto. I proventi del professor Veronesi derivanti dalla vendita di questo libro verranno devoluti ai progetti di sostegno dei giovani ricercatori della Fondazione Umberto Veronesi, il cui intento è quello di sostenere la ricerca scientifica e promuoverne la divulgazione affinché i risultati della scienza diventino patrimonio di tutti.


Ci sono personalità esemplari, nel campo della scienza, della fede o della politica, i cui passi tracciano sentieri che verranno percorsi dalle moltitudini. Uno di questi uomini è Umberto Veronesi: non solo un oncologo di fama internazionale che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca sul cancro, ma anche un uomo che non si è mai tirato indietro di fronte ai grandi interrogativi della bioetica. Dall'alto della sua esperienza, quando viene pubblicato questo manuale ha 86 anni, Veronesi rappresenta anche il ritratto della salute. Lavora per dodici ore al giorno, fa attività fisica, si dedica alla lettura e ama andare al cinema e a teatro. Il segreto della sua energia risiede, a suo dire, nelle sue abitudini alimentari: è vegetariano.
In questo agile manuale, scritto a sei mani insieme al noto giornalista scientifico, Mario Pappagallo, e alla cuoca Carla Marchetti, non solo ci spiega le ragioni della sua scelta, ma ci mostra anche il percorso mentale e fisico che conduce alla decisione di diventare vegetariani. In primo luogo, spiega il professore, la sua scelta è legata ad un motivo etico: non si può dichiarare di amare gli animali, di soffrire a causa delle torture cui sono sottoposti, e continuare a mangiare la loro carne ogni giorno. Il secondo motivo per compiere questa scelta è legato alla protezione dell’ambiente e all’equilibrio della natura. È ferma convinzione di Veronesi che l’eccessivo consumo di carne potrebbe portare all’immissione nell’atmosfera di una quantità insostenibile di gas serra: una valida ragione per abbandonare il modello alimentare “Occidentale” in favore di un modello più consono all’armonia dell’ecosistema.
Infine, naturalmente, è la protezione della salute la terza ragione decisiva per passare al vegetarianesimo, in particolare la prevenzione dell’insorgere dei tumori. Una tesi sostenuta dall’oncologo in base ai più recenti studi sul genoma umano, che viene avvalorata e supportata dall’intervento di Mario Pappagallo, a cui è demandata la sezione del libro dedicata al rapporto tra alimentazione e salute. Grazie a numerosi esempi e alla descrizione dei risultati delle ricerche più all’avanguardia nel campo della prevenzione dei tumori, il giornalista spiega quali sono i fattori di rischio e soprattutto illustra tutti i piccoli accorgimenti da usare a tavola per aggirare il pericolo, come la scelta di alimenti colorati, la dieta antiobesità e quella antinvecchiamento.
Un ampio apparato teorico, quindi, che trova la sua logica conclusione nel ricettario vegetariano curato da Carla Marchetti, che chiude il volume. Più di 200 ricette semplici e gustose per chi è già vegetariano e per chi, al termine della lettura, abbia voglia di sperimentare un nuovo modo di approcciarsi con la natura e con il proprio corpo.



Screening Asl Roma 6 per tumore al seno e al colon retto, dal 10 settembre a Pomezia

Screening Asl per tumore al seno e al colon retto, dal 10 settembre a Pomezia 04 settembre 2018, ore 09:19 ...