Zucchero e cancro



Il ruolo dello zucchero nel cancro.

Recentemente ho letto molti articoli che ormai danno per certa una correlazione tra abuso di zuccheri e tumore.
Il biologo tedesco Otto Heinrich Warburg ( insignito del Nobel per la medicina) ha scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende molto dal consumo di zucchero. Lo zucchero e in generale le farine bianche una volta ingerite fanno rapidamente salite il tasso di glucosio nel sangue e più questo sale e maggiore è il cosiddetto “indice glicemico”, richiedendo la produzione di insulina per permettere la scissione e l’utilizzo da parte delle cellule.
Oltre all’insulina viene rilasciata anche un'altra molecola detta IGF (INsulin-LIKE Growt Factor-I ) che ha la proprietà di stimolare la crescita cellulare . Inoltre sia l’insulina che che lIGF possonoi innescare i fenomeni di infiammazione. E stimolare la crescita delle cellule tumorali (1)
Ognuno di noi quindi è libero di scegliere se diminuire il consumo alimentare di zuccheri e farine bianche agendo in questo modo sul tasso di produzione di insulina e IGF:
In uno studio canadese-statunitense, Susan Hankinson dell’Università di Harvard ha dimostrato che fra le donne sotto i cinquanta anni quelle con tassi molto alti di IGF correvano un rischio sette volte maggiore di contrarre il cancro al seno rispetto a quelle con  tassi ridotti. L’alto indice glicemico dell’alimentazione è inoltre associato al tumore del Pancreas , del colon e delle ovaie (2)
Nel 2009 lo studio di Women’s Health Initiatyive condotto negli USA su oltre centomila donne ha confermato il nesso tra maggiore tasso di insulina nell’organismo e maggior rischio di tumore al seno. Le donne che presentavano concentrazioni di insulina più elevate anche se non erano diabetiche presentavano rispetto a quelle con tassi di insulina più bassi, un rischio di circa il doppio di sviluppare un tumore al seno.(3)
Sembra proprio che molti studi scientifici puntino ormai il dito contro gli zuccheri raffinati e le farine bianche!!!.
Ognuno di noi quindi è libero di scegliere se diminuire il consumo alimentare di zuccheri e farine bianche agendo in questo modo sul tasso di produzione di insulina e IGF.

             1)Grothey e coll.  –The role of insulin-like growth factor-I-and its receptor in cell growth, trasformation, apoptosis,and chemoresistence in solid tumors” In Journal of Cancer researche Clinical Oncology -1999). 125 pp.166-73      
              2) Hankinson e al. “ circulating concentrations of insulin-like growth factor-I and risk of breastcancer”  The Lancet (1998) 351 pp1393-96
         3)       Gunter M.J. e al. “ Insulin,insulin-like growth factor-I,and risk of breast cancer in postmenopausal women”-Journal of the NationalCancer Institute ( 2009) pp.48-60


A  A cura del Prof. Massimo Vergine  - www.senologia.eu
 

 

Alimentazione e tumore al seno



Alimentazione e tumore al seno
E’ ormai accettata dalle maggiori comunità scientifiche la relazione esistente tra le nostre abitudini alimentare ed il rischio di sviluppare un tumore.
Per la donna ed il tumore al seno molti studi ormai ci sono stati che mettono in relazione il rischio di tumore al seno e l’obesità ed il diabete.
Secondo il World Cancer  Research  Found  Internationale comunque si raccomanda di seguire un regime dietetico ed equilibrato che possa garantire un apporto di nutrienti ottimali, in grado di soddisfare il fabbisogno dell’organismo e preferire cibi e sostanze che possano garantire un ruolo  protettivo nei confronti di alcune patologie in grado di favorire lo sviluppo di tumori.
E’ bene comunque seguire i seguenti consigli.
1)        Limitare il consumo di alimenti ad alto indice glicemico quale ad zuccheri semplici, farine bianche patate, confetture di frutta zuccherate, bevande industriali zuccherate, sostituendoli con estrati dolcificanti naturali quali Stevia, o sciroppo di Agave, Cereali integrali, , pasta e riso integrale, pane integrale o ai multicereali e frutta fresca.
2)      Consumare maggiori quantità di verdure ricche fi fibre: in particolar modo hanno dimostrato avere un effetto protettivo i cavoli, broccoli, cavolfiori, spinaci, carote e pomodori
3)      Limitare il consumo di carne rossa. Secondo recenti studi non bisogna superare i 200/300 grammi a settimana
4)      Limitare l-uso di bevande alcoliche o comunque consumare con  moderazione , con al massimo un bicchiere di vino preferibilmente rosso a pasto.
5)      Ridurre il consumo di sale
6)      Alimentarsi con pesce ricco di Omega 3 che hanno dimostrato di avere un effetto antinfiammatorio ed in grado di aumentare le difese immunitarie /per esempio tonno, salmone, merluzzo, aringhe, sardine, sogliole.
7)      Preferire tra le spezie ed erbe quelle che secondo studi recenti hanno dimostrato effetti immunomodulanti quali Curcuma, Zenzero, Aglio, Erba cipollina, Origano.
8)      Preferire condimento con olio extra vergine di oliva e olio di semi di lino ricco di Omega 3.
9)      Tra gli integratori ormai [consolidato l’utilizzo del succo di Aloe Vera con effetti immunologici antineoplastici e consigliato da molti oncologi come supporto alle chemioterapie per le proprietà degli antrochinoni contenuti nell’aloe con proprietà citotossiche.
10)   Negli ultimi anni sempre più attenzione si sta dedicando ai cosiddetti cibi “biologici” in quanto non contaminati da pesticidi in quanto quando ingeriti insieme a cibi possono innescare danni al dna cellulare e dare vita a replicazioni cellulare di tipo tumorale.
11)   Soprattutto per quanto riguarda il tumore al seno , molto sensibile agli ormoni  e soprattutto estrogeni, alcuni recenti studi guidati dalla ricercatrice Devra Lee Davia convertono sugli xenoestrogeni, dal prefisso xeno(estraneo) in grado di svolgere la stessa funzione degli estrogeni naturali e  presenti in molti pesticidi e in molti materiali plastici. Tra questi ricordiamo il DIfenolo-A riconosciuto potenzialmente cancerogeno. Un cenno a parte anche per i fosfati anche essi cancerogeni e presenti in alcuni insaccati, in formaggi industriali , in bibite gassate zuccherate e in alcuni cibi pronti quali ad esempio pizze surgelate e bastoncini di pesce.
12)   Si raccomanda di praticare un  pò di sport e se manca del tempo basta una mezz’ora di passeggiata al giorno.

Le suddette raccomandazioni per la prevenzione oncologica sono valide per coloro che hanno già avuto un tumore, in quanto proprio per evitare recidive è bene seguire uno stile di vita sano.

A cura del Prof. Massimo Vergine

Per approfondimenti sul tumore al seno  www.senologia.eu


    A quale età bisogna iniziare i controlli al seno per la prevenzione?



    A quale età  bisogna iniziare i controlli al seno per la prevenzione?

    È ormai un certezza che quanto prima si scopre un tumore al seno tanto maggiore è la possibilità di guarire.
    Secondo le linee guida attuali è bene iniziare a fare l’ecografia mammaria a partire dai 25 anni e ripeterla almeno ogni 2 anni  a meno che tramite l’autopalpazione la donna senta qualcosa allora è bene fare l’ecografia mammaria anche prima di questa età.
    Per quanto riguarda lo sceening mammografico sarebbe opportuno fare la prima mammografia almeno a 40 anni. Per quanto riguarda gli screening offerti dal Servizio Sanitario Nazionale l’età va dai 50 ai 69 anni, età più frequente per i tumori della mammella.
    Lo scopo di questi esami è quello di scoprire tumori nelle fasi iniziali, quando ancora non si apprezzano con l’autopalpazione  in quanto se scoperti in questa fase guariscono nel 100% dei casi , e dando la possibilità di effettuare trattamenti chirurgici conservativi e quindi meno aggressivi quali la mastectomia preservando quanto più possibile l’aspetto estetico del seno.
    Un consiglio ormai attuato da tutte le linee guida è quello di sottoporsi a partire dai 40 anni a ecografia insieme alla mammografia seguiti da una visita senologica e ripetuti una volta all’anno.

    Prof. Massimo Vergine 

    Per approfondimenti   www senologia.eu


    Test OncotypeDX per scelta chemioterapia tumore della mammella

    Il tumore al seno è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo. È dovuto alla moltiplicazione incontrollata...