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L’alcol aumenta il rischio di tumore al seno


Secondo una ricerca pubblicata sul British Medical Journal, gli esami di screening e le visite in ambulatorio possono rappresentare un’opportunità per rafforzare la consapevolezza 


QUANTE donne sanno che l’alcol è un fattore di rischio per il tumore al seno? Poche, secondo una ricerca pubblicata online sul British Medical Journal. Precisamente, una donna su cinque che frequenta i reparti di senologia e si sottopone agli esami di screening e solo la metà degli operatori sanitari interrogati presso un centro medico nel Regno Unito. Certo, questo basso livello di consapevolezza potrebbe non essere lo stesso ovunque, dicono gli autori. Ma, in ogni caso è bene diffondere sempre più l’importanza di poter intervenire su alcuni fattori di rischio evitabili come appunto l’alcol. Un ruolo chiave può essere svolto dai centri di senologia: per esempio, gli appuntamenti di screening potrebbero offrire l’opportunità per aumentare la consapevolezza.

La ricerca

Si stima che il consumo di alcol sia responsabile dal 5 all’11% dei casi di cancro al seno. In questo studio i ricercatori volevano appunto scoprire se le donne e lo staff dei reparti di senologia avessero a disposizione delle informazioni sui rischi associati al consumo di alcol. In particolare, volevano conoscere i livelli di consapevolezza delle donne rispetto al ruolo dell'alcol nel rischio di cancro al seno e se le donne fossero in grado di identificare correttamente le unità alcoliche nelle bevande. Lo strumento utilizzato è stato un questionario e il feedback verbale di due gruppi di donne: 102 che partecipavano allo screening mammario e 103 che frequentavano i reparti di senologia per via di alcuni sintomi. Inoltre è stato considerato un terzo gruppo composto da 33 operatori sanitari di un centro medico specializzato in senologia del National Health Service del Regno Unito.

Poca consapevolezza dell’alcol come fattore di rischio

Risultato? In entrambi i gruppi di pazienti, la conoscenza dei fattori di rischio evitabili era più o meno la stessa: circa un terzo dei partecipanti di ciascun gruppo ha riconosciuto, infatti, l’obesità come un fattore di rischio e uno su due ha indicato il fumo. Ma, solo circa uno su sei nel gruppo di screening e circa uno su quattro nell’altro gruppo definiva l’alcol un fattore di rischio per il tumore al seno. Inoltre, tra il 60% e il 73% delle donne ha dichiarato di aver bevuto alcol, ma solo poco più della metà di loro affermava di sapere come stimare il contenuto alcolico delle bevande sebbene, in realtà, poche (meno di tre quarti) abbiano indicato correttamente il contenuto alcolico di un calice di vino. Alla domanda sulla possibilità di una sessione informativa sui fattori di rischio del cancro - in occasione di uno screening o di una visita senologica - mentre il 30% ha affermato che avrebbe potuto essere un motivo in più per fare le visite, quasi il 70% delle donne ha dichiarato che non avrebbe fatto alcuna differenza. L'opzione preferita - dichiarata dal 40% - era che un infermiere esperto fornisse loro queste informazioni. Nelle risposte emerge comunque la paura di essere stigmatizzate e "incolpate" per aver bevuto.

Anche tra lo staff clinico poca conoscenza

Sebbene avesse livelli migliori di consapevolezza dei fattori di rischio del cancro al seno rispetto alle pazienti, lo staff clinico presentava comunque lacune nelle conoscenze. Mentre l’obesità è stata correttamente identificata come un fattore di rischio dal 58%, solo circa la metà sapeva, infatti, che anche l’alcol rappresenta un rischio. E, meno della metà ha affermato di conoscere quanto alcol c’è in una bevanda. Inoltre, gli intervistati hanno elencato i diversi inconvenienti nel fornire informazioni sull’alcol come fattore di rischio: per esempio la disponibilità di ulteriore tempo e risorse, il rischio di rendere le persone ansiose, oltre alla paura di dare l’impressione di incolparle e/o di trattarle con condiscendenza.

Limiti dello studio

Questo studio però presenta un limite da non sottovalutare, come riconoscono i ricercatori: ha coinvolto un solo centro medico e quindi potrebbe non essere applicabile altrove. In ogni caso, l’alcol rappresenta un fattore di rischio e, scrivono gli autori, “oltre il 20% delle donne tra i 45 ei 64 anni dichiara di bere più di 14 unità alcoliche a settimana, quindi qualsiasi intervento per ridurre il consumo di alcol nella popolazione potrebbe avere un'influenza significativa sui tassi di cancro al seno, oltre ad aiutare a gestire gli effetti collaterali del trattamento e migliorare la salute generale delle persone”.

Fonte: La Repubblica-  di MARIA TERESA BRADASCIO

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