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Visualizzazione dei post con l'etichetta tumore al seno

Stella McCartney sostiene le donne affette da tumore al seno

Nel mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno, Stella McCartney ha lanciato una linea di lingerie i cui incassi saranno devoluti a diverse onlus.
Ottobre si tinge di rosa. Le protagoniste del mese sono le donne e il tumore al seno, malattia che affligge una donna su otto in Italia, come comunica l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. E per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella, il gruppo Estée Lauder ha istituito una campagna internazionale dal nome “Breast Cancer Awareness”.
L’iniziativa, giunta ormai alla sua XXIII edizione, è oggi presente in più di 70 paesi con numerosi progetti volti a coinvolgere le donne informandole sullo stile di vita sano e i controlli ai quali sottoporsi per prevenire l’insorgere di questa seria patologia.


Foto ©carolinehirons.com
Tra i sostenitori della campagna figura anche un’importante stilista inglese, Stella McCartney, da tempo impegnata personalmente a devolver…

Tumore al seno:rischio epidemia entro il 2030

L’allarme arriva dagli Stati Uniti. Secondo gli esperti Usa del National Cancer Institute americano entro il 2030 si assisterà a una escalation di questo tipo di tumore, tanto da rischiarsi una vera e propria epidemia. In sostanza negli Stati Uniti una donna su otto verrà colpita da questo tipo di neoplasia. Le diagnosi riguarderanno in particolare i tumori positivi agli ormoni estrogeni. Si dovrebbe assistere invece a un regresso per quanto riguarda i tumori negativi agli estrogeni che invece dovrebbero passare dal 19% al 7% dei casi. Philip Rosenberg, oncologo-epidemiologo del National Cancer Institute Usa, spiega che nel 2011 si sono avuti 283.000 casi di cancro al seno, mentre nel 2030 si stima che si arriverà a 441mila casi. Secondo Rosenberg questo notevole incremento di casi relativi al tumore alla mammella potrebbe essere dovuto: “da un lato dall’allungamento della vita media e dall’invecchiamento delle baby-boomer, dall’altro da fattori di stili di vita che influenzano specia…

Tumore al seno: la chiave delle metastasi scoperta da una ricerca italiana

Identificato, dai ricercatori dell'Istituto nazionale tumori di Milano, un nuovo meccanismo responsabile delle metastasi nel tumore del seno.
Lo studio è pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research e, per gli esperti, aggiunge un tassello "di vitale importanza" per la comprensione dei meccanismi con il quale il cancro si diffonde nell'organismo, e quindi potrà aiutare a migliorare la ricerca di una cura più efficace.
Alla base di tutto c'è una proteina chiamata osteopontina, che normalmente è presente al di fuori delle cellule ed è coinvolta nel regolare diversi processi fisiologici, tra cui la stessa sopravvivenza cellulare. Il ruolo di questa molecola, nel tumore, è però duplice: "L'osteopontina prodotta dalla cellula tumorale ne assicura la sopravvivenza in un ambiente ostile – spiegano i ricercatori – mentre quella trattenuta all'interno dei globuli bianchi contribuisce a proteggere le cellule tumorali che stanno formando la metastasi…

Tumore al seno, un nuovo gene che aumenta il rischio

In molti conoscono la predisposizione legata ai geni BRCA, ma sono anche altri i fattori nascosti nel DNA che possono aumentare il pericolo di trovarsi faccia a faccia con un tumore al seno. Ecco cos'ha scoperto un gruppo di ricercatori che include anche esperti italiani
La genetica gioca un ruolo di tutto rispetto nella comparsa del tumore al seno. A insegnarcelo sono stati anche fatti di cronaca: in molti ricorderanno la scelta di Angelina Jolie e di Sharon Osbourne, che consapevoli di essere portatrici di varianti genetiche che predispongono all'insorgenza di questa forma tumorale hanno deciso di sottoporsi a interventi di mastectomia preventiva. Quelli che hanno allarmato le due VIP non sono però gli unici geni associati al cancro al seno. Un nuovo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un gruppo internazionale di ricercatori che include anche esperti italiani ha infatti quantificato l'aumento del rischio di avere a che fare con questo tumore associa…

"Tumore al seno, il rischio aumenta se la pillola contiene molti estrogeni"

"Tumore al seno, il rischio aumenta se la pillola contiene molti estrogeni"
Lo rivela uno studio appena pubblicato su Cancer Research. Fra gli anticoncezionali orali pericolosi anche quelli con dosi alte di etinodiolo diacetato  o con dosaggi di norethindrone. Mentre altre tipologie, comprese quelle con basso livello di estrogeni, non sembrano comportare rischi elevati

I fattori di rischio del tumore al seno possono essere i più diversi: dall'età alla familiarità, passando per la predisposizione genetica, l'obesità e le sostanze cancerogene diffuse nell'ambiente circostante. Ma le probabilità di contrarlo sembrano aumentare del 50 % per chi usa determinate tipologie di pillole contraccettive. Soprattutto se contengono un alto livello di estrogeni. O, almeno, questo è ciò che dimostrano i dati di un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista scientifica dell'associazione americana per la ricerca sul cancroAarc, American Association for Cancer Research .

Un ri…

Tumore al seno, un passo in avanti: con micrometastasi si può evitare l’intervento chirurgico

La commissione scientifica del 16th Milan breast cancer conference ha selezionato, tra oltre 100 studi presentati al congresso internazionale, ancora in corso a Milano, quello presentato dai chirurghi, patologi e medici nucleari dell’azienda ospedaliera di Perugia.
Alcuni particolari Lo studio è stato illustrato questa mattina durante i lavori davanti ad esperti provenienti da tutto il mondo dal professore Antonio Rulli, e per il rigore scientifico e il tema proposto ha raccolto ampi consensi dalla comunità scientifica internazionale. Nella relazione, viene messo in risalto un aspetto che riguarda il tumore al seno, la positività del linfonodo sentinella. Lo studio infatti ha voluto specificare i parametri che determinano la decisione, in presenza di micrometastasi, della opportunità della dissezione ascellare.
Lo studio «Nel lavoro che abbiamo presentato, siamo riusciti a stabilire un target obbiettivo dei casi clinici in cui, pur con micrometastasi, è possibile soprassedere all’interv…

Tumore al seno:mammografia utile prima dei 50 anni

(AGI) - Washington, 10 set. -
 Una nuova analisi condotta da Blake Cady dell'Harvard MedicalSchool ha scoperto che la maggior parte dei decessi per tumore  al seno si verifica tra le donne piu' giovani che non sono incluse nei programmi di screening mammografico.
L'indagine, pubblicata sulla rivista 'Cancer', indica che lo screening prima dei cinquant'anni dovrebbe essere maggiormente incoraggiato. La necessita' di ricorrere in giovane eta' alle mammografie per prevenire le morti per tumore alla mammella e' un tema molto controverso. I risultati dello studio suggeriscono un abbassamento della soglia minima per sottoporsi all'esame, soglia che negli States va dai cinquanta ai settantaquattro anni. La ricerca ha analizzato la storia clinica di 609 donne decedute per cancro al seno: il 29 per cento era costituito da donne sottoposte a screening contro il 71 per cento di donne non sottoposte a mammografia. Di tutte le morti, solo il 13 per cento si e…

Campagna Nastro Rosa al via ad Ottobre per la prevenzione del tumore al seno

Sta per prendere il via la XIX edizione italiana (e la XX mondiale) della Campagna Nastro Rosa, organizzata come sempre dalla Lilt, ovvero la Lega italiana per la lotta contro i umori  e da Estee Lauder Companies. La testimonial italiana è Cristina Chiabotto.
L’obiettivo di tale iniziativa viene esplicato da Francesco Schittulli, presidente della Lilt, con le seguenti parole: “sensibilizzare un numero sempre maggiore di donne sull’importanza vitale della prevenzione  e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella”. Il tumore al seno resta il primo tra i tumori femminili e si verificano 42 mila nuovi casi all’anno solo in  Italia.
Sono tantissime le iniziative in programma per tutto il mese di ottobre in 55 comuni italiani, dove 395 ambulatori Lilt sparsi in tutto il paese saranno a nostra disposizione per visite al seno e controlli strumentali. Ma non solo: nel primo fine settimana di ottobre, le vie dello shopping di numerose città si vestiranno di rosa per sostenere e sensibiliz…

Tumore al seno e fecondazione in vitro (FIV)

Secondo una recente ricerca australiana, le donne che praticano la fecondazione in vitro (Fiv) vanno incontro ad un rischio aumentato di contrarre il tumore al seno. Lo studio è stato portato a termine dai ricercatori della University of Western Australia. I dati, pubblicati Fertility and Sterility, si riferiscono all'analisi di oltre 21 mila donne con età compresa tra i 20 e i 40 anni. Tutte si erano sottoposte a terapie contro l'infertilità negli anni che vanno dal 1983 al 2002. Da una prima analisi, tra le donne che avevano soltanto assunto farmaci l'incidenza dei casi di cancro al seno era dell'1,7%. Quelle che invece erano ricorse alla fecondazione in vitro facevano registrare il 2% dei casi. Questo dato generale, definito ininfluente dai ricercatori, assume però rilevanza se la lettura dei risultati viene fatta in base all'età. Le donne di circa 24 anni che si erano sottoposte alla Fiv avevano il 56% di rischio in più di contrarre il tumore al seno rispetto …

Prevenzione del cancro al seno: il caffè aiuta a prevenire

Uno studio ha recentemente mostrato che per la prevenzione del cancro al seno, in particolare di una sua forma particolarmente aggressiva, potrebbe tornare utile un abituale consumo di caffè. Infatti coloro che sono soliti bere circa 5 tazze al giorno di caffè hanno il 50% in meno di possibilitá di sviluppare un tumore mammario negativo al ricettore degli estrogeni. Questo tipo di cancro non reagisce a un’ampia gamma di farmaci rendendo indispensabili il ricorso alla chemioterapia.
Grazie alla ricerca gli esperti dell’istituto Karolinska di Stoccolma hanno rivelato che tra coloro che bevono caffè regolarmente c’é una minore incidenza della malattia rispetto a coloro che lo bevono raramente o addirittura mai. Lo studio ha coinvolto oltre 6000 donne che avevano giá superato la menopausa ed é stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Breast Cancer Research e dichiara che “ é possibile associare una forte assunzione quotidiana di caffè a una riduzione statisticamente significa…

Tumore al seno: ci sono almeno 10 classi di tumore

Tumore al seno. Un solo nome per  almeno dieci patologie con una firma genetica diversa. A svelare la molteplice natura del cancro al seno, finora considerato come una sola malattia classificabile in quattro grandi sottogruppi, è uno studio pubblicato su Nature. Si tratta della più grande ricerca genetica mai condotta su questa patologia, che potrebbe portare a trattamenti sempre più mirati e personalizzati.

A realizzarla un team internazionale di ricercatori prevalentemente britannici – Cancer Research UK,University of CambridgeUniversity of Nottingham – e canadesi della University of British Columbia Cancer Agency, che hanno analizzato oltre 2.000 campioni di tessuto tumorale, esaminandone attentamente la genetica. Per ogni cellula cancerosa gli scienziati sono andati a guardare quali geni fossero mutati, quali eccessivamente a lavoro e quali invece completamente inattivi. I risultati delle analisi hanno portato Carlos Caldas del Cambridge Research Center, coordinatore dello studio…
Protesi al seno e il rischio di tumore. E' giustificato l’allarme? La possibile rottura delle protesi e il conseguente probabile rischio di tumore non è dimostrato scientificamente. L’utilità comunque di un controllo ecografico annuale E’ stato il quotidiano Liberation a pubblicare per primo la notizia: le autorità sanitarie francesi sono preoccupate per il rischio di tumore nelle donne che hanno protesi al seno Pip (Poly Implants Prosthéses). Addirittura, la portavoce del Governo francese, Valerie Pecresse, ha annunciato “l'urgenza che tutte le donne che portano protesi Pip ritornino dal chirurgo”. Qual è il problema? Queste protesi sarebbero riempite di gel al silicone industriale non conforme, avrebbero un alto rischio di rottura con conseguente infiammazione e, forse, tumori. Il gel delle Pip sarebbe diverso da quello dichiarato e valutato per ottenere il certificato necessario nell'Unione europea.  Per l’Italia il potenziale rischio legato alle protesi Pip non è un…

Malattia di Paget del seno

Simile a un eczema, la patologia è in realtà un cancro

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Si tratta di una forma rara di cancro al seno e molte volte passa inosservata a causa del suo aspetto apparentemente innocuo.
Parliamo della malattia di Paget del capezzolo, un'alterazione simil flogistica della pelle del capezzolo che sembra un'eruzione cutanea ma che in realtà è provocata da un tumore duttale infiltrante della mammella.

A livello anatomo-patologico la neoplasia si sviluppa dalle strutture duttali principali (dotti galattofori), quindi infiltra progressivamente, con una crescita caratteristica, la cute del capezzolo e dell'areola. Nel tessuto mammario circostante sono presenti edema ed iperemia. Frequentemente è presente un'essudazione linfatica o purulenta dal capezzolo.
Il capezzolo viene colpito da ciò che appare come un eczema, a cui segue una lesione intorno alla quale si forma una crosta. A causa del prurito e del dolore, spesso si interviene con semplici creme per la dermatite, ma ciò non fa…

Tumore al seno per Martina Navratilova

E' stato diagnosticato un tumore al seno all'ex tennista Martina Navratilova.
L'ex campionessa, 53 anni, ha scoperto precocemente la malattia: "avessi aspettato un altro anno a fare la mammografia mi sarei trovati in guai ancor più seri". Oltre 30 anni di sport ai massimi livelli, con 18 titoli del Grande Slam, di cui ben nove a Wimbledon: ora la mancina di Praga, naturalizzata statunitense, dovrà prendersi un forzato periodo di cure e riposo. Chi la conosce bene sa che appena guarita tornerà in campo per nuove sfide, come quando decise di cimentarsi con l'hockey e il triathlon dopo anni di tennis.



Per approfondimenti sul tumore al seno www.senologia.eu

Tumore al seno: nuovo farmaco in grado di migliorare la sopravvivenza

AGI) - Sorrento, 6 mar.

- Arriva un prezioso alleato alla lotta contro il tumore al seno che oggi in Italia colpisce 40.000 donne. Si tratta di una terapia 'intelligente' che unita alla chemioterapia permette di raddoppiare il tempo di sopravvivenza senza progressione nel tumore in stadio avanzato. Come? Agisce bloccando i 'rifornimenti' alla malattia: gli taglia i viveri e quindi lo 'uccide'. E' il caso di bevacizumab, anticorpo monoclonale che agisce in maniera specifica sulla proteina Vegf, elemento chiave del meccanismo che regola la crescita e la proliferazione del cancro. A questo tema e' dedicato il convegno nazionale 'Dalla chemioterapia alla terapia anti angiogenica' che si chiude oggi a Sorrento, dove i maggiori ricercatori ed esperti italiani hanno fatto il punto sugli avanzamenti della ricerca nella lotta contro la neoplasia della mammella. "L'inibizione dell'angiogenesi, ovvero il 'blocco' dei meccanismi che con…

Tumore al seno e mastectomia : buone notizie dall'America

(AGI) - Londra, 26 gen.
- Un nuovo trattamento contro il cancro al seno, che sfrutta le microonde per "cucinare" il tumore, potrebbe salvare migliaia di donne dalla mastectomia. A metterlo a punto e' stato un gruppo di ricercatori della Oklahoma University Cancer Institute, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail. I ricercatori sono convinti che questo nuovo trattamento, chiamato 'termoterapia a microonde', sia in grado di ridurre fino al 90 per cento le probabilita' che una donna abbia bisogno di una mastectomia. La ricerca ha inoltre dimostrato che il nuovo trattamento e' molto efficace soprattutto se somministrato insieme alla chemioterapia.

Il riscaldamento del tumore fino a 50 gradi centigradi non distrugge solo le cellule tumorali, ma sembra anche aumentare l'efficacia dei farmaci chemioterapici. Lo studio ha dimostrato che anche le donne affette da tumori di grandi dimensioni - superiori ai 5 centimetri di diametro - posso…

Cellule staminali e cancro al seno

Cancro al seno, più grave se le staminali sono numerose

08 gennaio 2010.

Cellule staminali non solo killer, ma anche in grado di determinare, in base al loro numero, la gravità della progressione del tumore al seno, una delle malattie che colpisce circa 35.000 donne ogni anno.

La scoperta è dei ricercatori italiani dell' Ifom-Ieo (Istituto europeo di oncologia di Milano).Gli studiosi sanno già da tempo che i vari tipi di tumore alla mammella presentano caratteristiche estremamente diverse, che ne influenzano l'aggressività, il decorso clinico, ed infine la prognosi. Ora un gruppo di ricercatori italiani guidati da Pier Paolo Di Fiore e Pier Giuseppe Pelicci, ha scoperto che questa eterogeneità è riconducibile al differente contenuto in cellule staminali tumorali.La ricerca, pubblicata dalla rivista internazionale Cell e condotta al Campus Ifom-Ieo da scienziati dell'Ifom(Fondazione Istituto Firc di Oncologia Molecolare) e all'Università degli Studi di Milano, dimostra che…